Cavallucci marini e signatidi: alimentazione

L’allevamento dei pesci appartenenti alla famiglia dei Signatidi rappresenta da sempre una sfida per l’acquariofilo, in quanto sono organismi particolari e delicati e per questo affascinanti.

Forse il maggior ostacolo al successo nel mantenimento è proprio l’alimentazione. Infatti questi animali presentano un muso tubiforme allungato con bocca piccola, cosa che li rende predatori per lo più passivi, sempre in attesa che piccoli organismi planctonici passino nelle loro vicinanze, confusi dalla loro livrea mimetica.

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ALIMENTAZIONE SPECIALIZZATA

La scelta delle prede da fornire dipende fortemente dalla specie e dagli esemplari allevati.

Così i pesci ago e i cavallucci marini più piccoli (es. Hippocampus zosterae, H.barbouri) prediligeranno prede piccole come copepodi e naupli di artemia, per cui è quasi più semplice per l’allevatore far schiudere quotidianamente le cisti di artemia, in modo da poter dosare velocemente l’alimento. Esistono comunque prodotti surgelati adatti (copepodi surgelati di varie specie) che questi piccoli pesci riusciranno a mangiare dopo un periodo di adattamento, così come il mysis surgelato che è sicuramente l’alimento prediletto da tutti i pesci di questa famiglia.

Per quanto riguarda i cavallucci più grandi (es. H.erectus, H.reidi, H.kuda ecc.), l’alimento dovrà avere le dimensioni di un gamberetto quindi il mysis sarà il più comodo e facile da usare. Inoltre queste specie sono spesso riprodotte in cattività, quindi saranno già abituate a nutrirsi di prede inanimate quali surgelati (mysis, artemia adulta).

H.erectus ha individuato un'artemia salina

H.erectus ha individuato un’artemia salina

Alcune specie possono essere abituate anche all’alimento liofilizzato o addirittura ai granuli di mangime secco, tuttavia questa rimane una sfida che l’allevatore può vincere solo con costanza dopo molto tempo.

Corythoichthys - questo esemplare si abituò a mangiare cibo in granuli.

Corythoichthys – questo esemplare si abituò a mangiare cibo in granuli.

LENTEZZA NELL’ALIMENTAZIONE

Come detto in precedenza, dimostrano passività nella predazione; in particolare i cavallucci marini rimangono appigliati con la pinna caudale prensile in attesa che qualche organismo si avvicini per poi aspirarlo tramite il muso allungato. I pesci ago sono più attivi, in misura minore quelli con nuoto aderente al fondale (Corythoichthys spp., Syngnathoides biaculeatus), molto di più le specie a nuoto libero (Doryrhamphus spp., Dunckerocampus spp.) che attraverseranno le nuvole di plancton alla ricerca della miglior fonte di alimentazione.

Doryrhamphus excisus a caccia.

Doryrhamphus excisus a caccia.

Questi animali perciò difficilmente riescono a competere con pesci veloci nella predazione, limitando la scelta di possibili co-inquilini.

Ad ogni modo, una buona strategia per fornire cibo a ippocampi e pesci ago dal nuoto sul fondale, è dosare l’alimento sempre nello stesso punto della vasca e sempre con gli stessi strumenti. Si creeranno delle vere e proprie stazioni di foraggio (feeding station), a cui i signatidi si avvicineranno come un cane si avvicina alla ciotola.

Coppia di H. erectus su una stazione di foraggio ricavata da un guscio d'ostrica e una rete da imbianchino.

Coppia di H. erectus su una stazione di foraggio ricavata da un guscio d’ostrica e una rete da imbianchino.

La stazione di foraggio può essere un guscio di conchiglia attorniato da punti di ancoraggio per i cavallucci oppure ciuffi di alghe in cui incastrare i pezzi di cibo surgelato.

ACCORGIMENTI SALUTARI

Onde evitare pericolose carenze alimentari è auspicabile variare il cibo nei limiti del possibile o arricchire con preparati vitaminici o ricchi di acidi grassi polinsaturi, ma soprattutto è necessario alimentare più volte al giorno tutti i signatidi (almeno tre volte al giorno).

La frequenza nell’alimentazione è molto importante perché questi organismi possiedono un canale digerente breve e poco convoluto, tale per cui il cibo viene metabolizzato molto velocemente, obbligando i signatidi a nutrirsi continuamente per non rimanere a stomaco vuoto.

Non rispettare la frequenza nell’alimentazione condanna i cavallucci marini e i pesci ago ad un rapido deperimento e dimagrimento, evidente nel poco turgore tra le placche ossee superficiali.

Sicuramente questa rimane uno scoglio di non facile superamento per l’acquariofilo, anche per la mancanza di sistemi automatici, attivabili in caso di assenza dal luogo di allevamento.

A tal proposito si possono ideare dei contenitori muniti di valvole con dosaggio a goccia oppure sistemi a elettrovalvola o pompe dosometriche che procurino artemia viva per periodi prolungati.

Per quanto riguarda il cibo lavorato, esistono in commercio artemia e mysis micro-incapsulati che non richiedono la surgelazione: risultano meno appetibili del classico surgelato, ma i cavallucci si abitueranno dopo pochi giorni di dosaggio. Questi prodotti quindi si prestano relativamente bene al dosaggio sulla stazione di foraggio tramite pompe dosometriche.

Coppia di Hippocampus Erectus durante l'alimentazione.

Coppia di Hippocampus Erectus durante l’alimentazione.

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